Esistono due tipi di magia. Quella creatrice e riparatrice, che ricompone i frammenti per consegnare all’essere umano quell’integrità unica, tonda, che è alla base dell’idea stessa di esistenza; e quella distruttrice, che interviene per seccare e isterilire, bruciare e accartocciare, sospingendoci verso il baratro terribile dell’ou-topia.
E se la magia si serve della parola (cantilenante, ipnotica, sussurrata come un vaticinio) per portare a termine i suoi scopi, la parola poetica è al contempo magica in quanto potenzialmente poietica e mortale, di incipit e definitiva.
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Magheia
Agosto 20, 2009Maggio 14, 2009
(La calda inquietudine della poesia raccoglie in sé i germogli di un’ insana tendenza a raccontare ciò che – con parole meno armoniche e calibrate – dovrebbe essere taciuto…)

Mad Bunny in front of “l’ Origine du Monde”
Foto © Yves Lecoq
Scriptoria.1
Novembre 6, 2007
Immagine di © Cristiano.
C’è che scrivo. Dappertutto. Anche quando mi sento ridicola e ho le dita a pezzi.
(Camogli, l’inverno scorso.)








