Archivio per il 'Polvere alla polvere'Categoria

Polvere alla polvere.5

Agosto 26, 2008
(Anna riepiloga i fatti, riuscendo a controllare egregiamente
le sue divagazioni oniriche e polverose.)

Io sono pavida
e questo è un difetto terribile.
Un giorno di questi
finirò a camminare sui vermi.
Quando esco
mi muovo adagio
e la città mi inghiotte.
Finisco sempre a gridare
contro i gabbiani del porto.

Quanto ai miei seni

(sono seni, queste bianche
trascurabili
piccolezze?)

a vederli, nessuno crede
che dietro ci batta un cuore.

Lei, invece, ha un corpo forte.
di dieci anni più vecchio del mio
ma inaffondabile.
La sua voce non esita mai
le sue cosce
potrebbero stritolarti.
Se servisse,
saprebbe essere crudele:
l’ho capito da come si gonfiano
le vene del suo collo
quando mi urla in faccia.

Io le dico:
«Perché ti sei tagliata i capelli?»
e lei mi accusa,
all’infinito.
Vuole che le restituisca un vecchio cardigan
di lana nera
e il marito.
Mi spinge, mi strattona.
Grida insulti e io immagino
che spalanchi la bocca per cantare.
«Perché ti sei tagliata i capelli?»
Non mi risponde.
Eppure è la chiave di tutto.
Si zittisce e piange,
diventa paonazza.
Se non temessi uno schiaffo,
le accarezzerei le spalle -
tenero rabbioso virgulto
dai capelli troppo corti
per poterti ancora
incatenare.

Polvere alla polvere.4

Febbraio 20, 2008


(M. Manchevski, Dust)

Non lasciare,
amore disperso nell’ombra,
che sia il vento ad allontanarti.
La mia voce
è più antica del vento
e più saggia del sole.
In un’altra vita
ero certa che ti avrei
riconosciuto e amato,
accolto fra i miei giganteschi
freschi seni e poi
(meravigliosa la tua morte!)
nel grande mare
del mio ventre che sorride.
Ascolta, prima di tornare indietro:
sarei bruciata fra le fiamme del rogo
come una santa, impazzita
per il morso dei tuoi serpenti
e ancora avrei cantato
del mio amore muto
del mio amore di sabbia.
L’unica condizione
era uscire di casa
nella notte
a piedi scalzi
lontano da mia madre
ricordando il mio nome.
Non l’ho saputo fare

e ora dimmi
dove ti ho perso
dove non ti sei più voltato
per trattenermi.

Polvere alla polvere.3

Novembre 30, 2007

Immobile, fatta di acqua
non increspata,
io sono pietra:
puoi arrampicarti
sulle mie gambe
e sparire dentro
al mio corpo ormai freddo.
Ho le mani giunte
le dita rinsecchite dal sole
stringono un mazzetto
di appassite pervinche.
Puoi strisciare sopra di me,
riposarti sulla mia fronte:

non disturberai il mio sonno,
non sarò io a scacciarti.

Polvere alla polvere.2

Novembre 22, 2007


Immagine e parole © Eloisa Massola.

Polvere alla polvere.1

Novembre 21, 2007


Immagine © Lia Sàile

Sapevo danzare alla luna,
sapevo essere lupa e coniglio;

ma le mie quattr’ossa
non valgono la santità

e ignoro chi sia
il ladro crudele
dei miei talismani.

E’ colpa sua se sono troppo lenta
per essere martire
e pallida come non può esserlo
una meretrice.

Non posso soggiogarvi,
non posso più farlo,
per questo v’imploro:
aprite il cerchio
e lasciatemi cadere.