Archivio per il 'Elo.isa'Categoria

Angeli & streghe

Gennaio 15, 2009

Due nuovi contributi, questa volta al numero 4 della rivista online di Ctonia.com, Solve et Coagula. Vi compaiono una mia poesia (Senza titolo, dalla raccolta in fieri Diario impudico) e l’articolo Angeli e streghe: figure dell’ou-topia, sulle connessioni letterarie (e, perché no, antropologiche) fra i messaggeri celesti e le fattucchiere delle nostre campagne.

Potete leggere la rivista visitando il sito di Ctonia.

Un ringraziamento particolare ad Alessandro Chalambalakis, che mi ha dato l’opportunità di partecipare al suo meritevole progetto.

(dove il verde non è sinonimo di fertilità)

Gennaio 15, 2008


Immagine © Costantino Contini

Io so invidiare
e diventare cianotica.
Sembrerà un controsenso,
ma vi assicuro che è possibile.

So essere pungente,
insensata,
pesante come può esserlo
il vento
quando soffia con eccessivo vigore.

Io sono pazza
e guai a chi sostiene il contrario.
E’ l’unica mia vividezza -
vorreste levarmela?

Io so urlare

dilatando le vocali come si conviene.

So essere spiacevole
in punta di sedia
invereconda
nelle ore più brevi della notte.

Il mio passo non è mai stato leggero.

Qualcuno mi ha accusata
a tradimento
di non esistere:

aveva ragione.

Altri mi hanno compatita,
perdendo in questo modo del tempo prezioso.

Sono un capitano senza equipaggio,
un soldato senza baionetta,
un amante senza turgore.

Avrei potuto essere uno splendente dittatore
e mi sono ritrovata ad avere nient’altro
che polvere sulla pelle.

[Porte e finestre sprangate]

Dicembre 20, 2007

Chiudo tutto – per un po’.

… ci risentiamo nel nuovo anno.

Giovanna D’Arco sentiva le voci

Dicembre 5, 2007

La mia Giovanna D’Arco è finita pubblicata su ARPANet.org.
La trovate qui.

She is bleeding

Novembre 22, 2007

Se a d e s s o

(i minuti non devono essere sgranati
come rosari)

io mi fotografassi l’utero

sapreste ancora guardarmi come fino a oggi mi avete guardata?

Un attimo della vostra attenzione…

Novembre 20, 2007

… per segnalarvi che ho cambiato account su Splinder. Mi ero stancata del vecchio androgino Emhain, dato che ormai firmo quasi sempre e quasi tutto col mio nome: Eloisa. Perciò, d’ora in avanti, se desiderate mandarmi messaggi privati su Splinder, fatelo indirizzandoli a oOEloisaOo (i ghirigori, ahimé, sono necessari: pare ci sia un’altra Eloisa iscritta alla medesima piattaforma. E io che pensavo che il mio nome non fosse gettonato!).

Naturalmente ho trasferito tutti i miei blog, sui quali posterò d’ora in avanti utilizzando il nuovo nickname.
Sto meditando inoltre di distribuire permessi di lettura per il mio blog privato, Lady Lazarus. Se qualcuno fosse interessato, mi mandi un mp su Splinder, una mail oppure mi scriva un commento qui: appena il blog sarà a posto (leggi: ripulito), provvederò a spedire gli inviti.

(Questo post si autodistruggerà fra una settimana – credo. Nel frattempo, vi abbraccio forte.)

Cordialmente: vaffanculo

Ottobre 30, 2007

Lo dico?
Lo dico.
C’è che le parole (queste parole qui, che girano nella rete e nella rete si crogiolano, come grassi maialotti al sole) mi hanno stancata.
E mi hanno stancata anche le parole sui libri. A meno che non siano di Virginia Woolf. O della Plath.
Mi vanno bene anche Eschilo, Pirandello, Arthur Rimbaud.
Purché non siano scrittori troppo recenti.
Purché non siano stravaganti, esuberanti e non possiedano artistiche attitudini.
Io scrivo – e non lo so nemmeno io, perché scrivo.
Le mie parole non mi piacciono. Non mi sono mai piaciute.
Preferisco da sempre le tonalità indossate dagli altri, la loro voce, il loro modo di passarsi una ciocca di capelli dietro l’orecchio.
Io – io mi detesto, sempre.
E con me tutta la carta che produco, intasando i miei cassetti.
Una maledizione mica da ridere.
Ci provo sempre, a lasciar perdere.
Chiudo i cassetti della scrivania e insieme a loro il blog.
Funziona un mese, al massimo due.
Poi ricomincio.
E mi arrabbio. Mi arrabbio sempre, per questa macchia bianca che porto sulla schiena.
Io non ho avuto un’esistenza folgorante.
Non voglio apparire e, se chiedo qualche cosa, lo faccio sempre a voce bassa: gli altri continuano a parlare e io rimango con la mia domanda sospesa a mezz’aria.
Io non so scrivere grandi verità.
Non so stupire.
Non rimane a bocca aperta chi mi legge.
Chi mi ascolta parlare sì, perché a volte faccio ridere.
So essere un bravo pagliaccio, sapete.
Ho la lingua sciolta, quando parlo.
Ma non dico mai cose che mi stiano particolarmente a cuore.
So parlare del vostro cuore, ma non del mio.
Perciò sappiate in anticipo che riuscirò a ingannarvi.
Non sono grandiosa.
Non sono maledetta.
Non so dare tagli netti a nulla, neppure alle verdure crude.
La mia tristezza più grande è non-essere, in un mondo dove tutti SONO, e continuare a non-essere

fra queste parole del cazzo.

Ecco.
L’ho detto.

Cassandra su Ibrid@menti

Ottobre 24, 2007

E’ con grande gioia e soddisfazione che vi annuncio l’inserimento di Cassandra nella lista dei blog compilata da

all’interno della quale verranno scelti i dieci blog oggetto della ricerca.

Grazie, grazie e ancora grazie.

Amata censura

Ottobre 23, 2007

La notizia apparsa sul sito di Beppe Grillo, riguardante la censura fascistoide dei blog e della rete in generale, era già di per sé inquietante. E la smentita di Gentiloni, pubblicata sul suo blog il 20 ottobre scorso, non è servita certo a sollevarci d’animo. Anzi. Il Ministro delle Comunicazioni ammette di non aver letto "parola per parola" il testo di legge presentato dal Sottosegretario alla Presidenza Levi. Via, diciamocela tutta: non è che non l’abbia letto "parola per parola"; proprio non sapeva che cosa ci fosse scritto, in quel documento. E questo è piuttosto grave. Come se non bastasse, chiude il suo intervento con una frase sibillina che, invece di tranquillizzare, instilla altri dubbi: «Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare». Già. Ma se nessuno (né tantomeno Levi) volesse correggerlo, l’errore? Quante volte i nostri politicanti ci hanno rassicurato, dicendoci che non c’era nulla di cui preoccuparsi? E quante volte, invece, abbiamo dovuto far fronte a nuovi problemi, nuove tasse, nuovi balzelli e assurdità varie da mille e una frottola? D’altronde, lo sappiamo tutti che il V-Day di Grillo li ha sconvolti parecchio. Prima, non sapevano neppure che cosa ci scrivessimo, noi italiani, sui nostri blog. Poi, di colpo, l’illuminazione. Vaffanculo. Come sarebbe "vaffanculo"? E’ un oltraggio. Bisogna censurare. Censura, censura! Qualcuno mi dica che differenza c’è, in questo, rispetto ai signori della Brianza. Adesso si affrettano a smentire. A dire che non c’erano (al Consiglio dei Ministri) e che, se c’erano, non si sono accorti. Ma è imperdonabile e oltraggioso il solo fatto di aver pensato che si potessero chiudere e zittire i blog. E gli italiani insieme a loro. Vergogna, vergogna… O meglio: vaffanculo.

Questo articolo è stato pubblicato anche su Cassandra.

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Maggio 28, 2007

Allora.
L’esame di latino è andato più che bene, ma hanno operato mio nonno e io, come spesso accade, ho deviato per altri sentieri. Il che non significa che non sappia più trovare la strada di casa.
A proposito di casa: procede bene, anche se a rilento; perché le vecchie case di campagna hanno sempre tempi molto lunghi, per il risveglio. E sono così affezionate alle loro crepe, alle rughe e agli acciacchi del tempo da essere ostili a qualunque cambiamento. Ci vuole pazienza.
Come con le parole. Al momento, ad esempio, non ho più nulla da scrivere. Chi lo sa, forse è anche meglio così – di illusioni si può perfino morire.
Il blog rimane aperto, per voi tutti. E io sono qui. Silenziosa come una tartaruga.

Ma qui.