
Ondeggia lenta l’aquilegia
nel vento caldo di maggio,
mossa dalle ali invisibili
dei naviganti:
pace dopo il dolore dell’inverno
e tregua dalla ricerca
dell’ordito consunto.
Ma non c’è danza o magia
che possa proteggerci
dalla luce bianca e terribile
di ogni primavera:
oltrepasseremo il canale
di acqua torbida
e saremo polvere
fra la terra arida del campo
sotto il sole.














