Esistono due tipi di magia. Quella creatrice e riparatrice, che ricompone i frammenti per consegnare all’essere umano quell’integrità unica, tonda, che è alla base dell’idea stessa di esistenza; e quella distruttrice, che interviene per seccare e isterilire, bruciare e accartocciare, sospingendoci verso il baratro terribile dell’ou-topia.
E se la magia si serve della parola (cantilenante, ipnotica, sussurrata come un vaticinio) per portare a termine i suoi scopi, la parola poetica è al contempo magica in quanto potenzialmente poietica e mortale, di incipit e definitiva.









Agosto 21, 2009 a 9:12 am
Molto, molto bello!
Agosto 23, 2009 a 10:14 am
Riflessioni sparse in attesa di finire uno scritto. Se mai ci riuscirò.