L’aquilegia

Luglio 6, 2009

Ondeggia lenta l’aquilegia
nel vento caldo di maggio,
mossa dalle ali invisibili
dei naviganti:
pace dopo il dolore dell’inverno
e tregua dalla ricerca
dell’ordito consunto.

Ma non c’è danza o magia
che possa proteggerci
dalla luce bianca e terribile
di ogni primavera:
oltrepasseremo il canale
di acqua torbida
e saremo polvere
fra la terra arida del campo

sotto il sole.

(La delicatezza di alcuni fiori nasconde a stento il pericolo della follia. Nel mezzogiorno, quando il sole è più caldo e le cicale gridano allarmate, possono farti perdere il lume della ragione.
Per quel che mi riguarda, coltivo l’aquilegia nell’aiuola dietro casa, dove il terreno è umido e il muschio cresce impavido fra le mattonelle del pavimento, nonostante tutti i miei sforzi per debellarlo…)

2 Risposte a “L’aquilegia”

  1. Zuppa Dice:

    a novembre, ai morti, spargi generosamente del solfato di ferro, costa pochissimo ( prendi i sacchi da 25 in un consorzio agrario e non gli esosissimi secchielli da 3 o 5 kg degli ipermercati)il muschio sara’ solo un ricordo.

  2. Eloisa Dice:

    Eh, ma vuoi mettere? La soddisfazione di constatare la perenne corruzione del muretto? Non credo che potrei rinunciarci…


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